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Non sono riuscita a scrivere nulla di lui fino ad oggi, il giorno seguente il suo funerale.
La mattina del 26 giugno non so ancora nulla della sua morte. Me ne scappo al mare, astraendomi come sempre dal mondo. Niente giornali, niente notiziari, l'universo può anche esplodere quando io vado al mare. Durante il viaggio, sento ragazzini dalla voce malevola parlare di lui: "Gli sta bene a quello schifoso di Jackson..."; e poi uno più grande: "Quello aveva tradito la razza sua!"
La parola morte non mi arriva, o forse non voglio sentirla, così mi chiedo semplicemente: "Che avrà combinato Michael Jackson, stavolta? L'avranno mica arrestato?" Infine mi passa di mente.
Tornata a casa, la domanda mi esplode nel cervello: "Che è successo a Michael Jackson ???"
Accendo la TV prima ancora di andare in doccia e mi giunge la risposta: è morto!
Resto di sale. Morto! Come morto? Non è possibile, non è vero!
Sempre in trance, sotto la doccia, non elaboro la notizia e continuo a non elaborarla anche nei giorni successivi, però mi fa male pensarci. Ascolto le sue mille canzoni, guardo i suoi video, incredula, dolorante. E dire che, in apparenza, non era il mio cantante preferito, non lo ascoltavo quasi mai, lo guardavo di sfuggita, quasi furtiva, non parlavo di lui. Però sapevo che lui c'era, c'era tutta la sua discografia e videografia fra i miei beni musicali, lui c'era sotto tutte le mie fisse epocali, dagli U2, ai Depeche Mode, ai più recenti Nightwish. Le trascendeva, in qualche modo, le mie fisse epocali, stava lì, indiscusso, fisso. A volte, in qualche uscita serale, a un certo punto mi sentivo stanca. In un bar o in un altro posto qualsiasi mi arrivavano le note storiche di Bad, Billy Jean, Remember the time o qualcos'altro di suo, e i piedi partivano da soli, in una rozza imitazione del suo inimitabile passo da moonwalker, l'adrenalina si risvegliava, rinascevo per un istante. Ecco cos'era Michael per me: qualcosa di segreto e imprescindibile. Era l'energia magica del mutamento. L'avevo visto mutare, trasfigurare magicamente attraverso gli anni, supremamente bello. Quel suo strano e innaturale trasfigurare mi inquietava e mi rassicurava a un tempo. Come la sua voce unica, i suoi singulti, i suoi scatti che assomigliavano un po' ai miei, nel mio occulto immaginario.
Se ne sono dette tante su di lui, se ne continuano a dire tante anche adesso che non c'è più. La verità sarebbe una malattia della pelle che lo ha costretto a tutti quei pasticci di sbiancamenti e altro, ma infine chi lo sa? Instabilità, insicurezza, o troppa sicurezza, mania esaltazione, follia, invasamento... che importa? Ma sofferenza sì, la sofferenza penso ci sia stata in ogni caso, fisica e psichica. Forse era questo che me lo rendeva così caro. Black or white: affari suoi e basta. Che senso avrà mai giudicare?
WHO'S BAD???
Ok, è morto davvero, ieri ho dovuto rendermene conto per forza, gli hanno fatto un gran funerale, era nella bara coperta di rose rosse. Non ho dormito stanotte, pensando a quella bara, a lui dentro, alle sue canzoni che mi continuano a girare in testa.
Ridicoli, per me, gli innumerevoli messaggi dei fans: "Ora canti e balli per noi in paradiso", ecc...
Non canta e non balla più da nessuna parte, né in paradiso, né all'inferno. Canta e balla in modo reiterato e fittizio, ormai, solo attraverso le nostre tante apparecchiature audio e video. Possiamo vederlo e sentirlo ora soltanto così, del resto io l'ho sempre visto e sentito solo così, non sono mai andata a un suo concerto.
Ma adesso che non è più vivo, che non si trova più nel mio spazio - tempo, mi arriverà ancora quella scintilla, quel brivido di vita da una sua vecchia canzone sentita per caso, una sera, da qualche parte? Credo di sì, ma certo con una piccola lacrima in più... Ok, è morto, era tempo, è giusto così. Morto all'improvviso, ancora giovane, come tutti i grandi. E ora è nel mito per sempre.
Ho ricavato lo sfondo e la sua immagine, che ho messo qui, dal video di Man in the mirror, uno dei suoi brani che adoro di più.
Ciao, Michael!

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