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    August 31

    Nemo

    Ho sentito dire che dei miei vicini di casa hanno un bellissimo acquario marino nel soggiorno. Pare che l'acquario, che non ho visto personalmente, sia molto grande, di certo più di cento litri, molto ben curato, ricco di pesci esotici e splendide stelle marine. Pare anche che alcuni pesciolini e le stelle siano stati catturati in mare dagli stessi proprietari dell'acquario, che praticano con passione la pesca subacquea. Risulta inoltre che i suddetti proprietari siano molto fieri di tutto ciò, ovvero di avere nel loro acquario fauna non acquistata nei negozi, ma proveniente direttamente dai fondali marini. Ho ripensato con tristezza alla storia di Nemo, Nemo il pesciolino, il cartone animato Disney, intendo. Ma come si fa ad essere fieri di aver strappato al mare delle sue creature per farle finire in un acquario ornamentale bello e grande quanto si vuole, ma mai paragonabile all'immensità dell'oceano a cui questi esserini sono abituati? Loro non sono nati in cattività e non riesco a immaginare cosa possano aver provato ad esser catturati chissà dove, forse nel Mar Rosso, e portati in un acquario romano. Vorrei andare là, liberarli tutti, restituirli al mare e alla loro vita naturale, come nel film di Nemo, ma come faccio? Dovrei compiere una violazione di domicilio e poi... il Mar Rosso è così lontano per me... al massimo mi riuscirebbe di portarli a Ostia, in acque, certo, non adatte a loro. Che rabbia, però, di fronte a quest'ennesima ingiustizia: una delle tante che soddisfano lo smisurato egoismo umano, facendo soffrire gli animali...

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    August 21

    Scappata via

    Oggi sono letteralmente scappata via.
    Sbrigato il mio lavoro nell'arco della mattinata, via al mare, col costume sotto un vestito sdrucito e i capelli da strega, via come una selvaggia. Era tardi per andare al mare. Un autobus e due treni bisogna prendere per arrivarci da casa mia. Stanca, invasata, contavo i minuti su quei treni e mi parevano secoli, si faceva sempre più tardi. Poi sono arrivata e Lui era lì, calmo, argenteo di sole, splendido come sempre. Mi ha accolto con quel suo azzurro sorriso, con quella dolcezza che io sempre immagino nella sua sovrana indifferenza e mi ha donato ancora una volta un sollievo infinito, una sorta di stato di grazia. L'acqua era un po' freddina, oggi, non così tiepida come nelle scorse settimane. Non me ne importava nulla, sono rimasta immersa il più possibile, anche se con qualche brivido.
    Non ho sempre avuto questa attrazione quasi maniacale per il mare. Da bambina e da giovane ero diversa, solo in età matura ho scoperto di amare spasmodicamente la dimensione equorea. Ora mi sembra impossibile restarne lontana. "Ocean soul, Lonely soul..."
    Nei prossimi giorni non potrò fare ancora così, purtroppo, il lavoro non me lo permetterà. Questa giornata è stata una beata eccezione. Ma sono scappata al mare, oggi, come una selvaggia, come un'innamorata senza speranza. E le fughe d'amore, d'amore disperato, si sa, sono le più belle, sono quelle che non si dimenticano mai...
    Stasera ho letto questi versi di Hermann Hesse e, con amore, li dedico al mio Mare:
     
    Così percorron le stelle 
    Così percorron le stelle la loro orbita
    inalterabili e incomprese.
    Noi ci contorciamo in mille vincoli.
    Tu procedi di splendore in splendore.
    La tua vita è un'unica luce.
    Io dalle mie oscurità devo tendere
    le mie desiderose braccia verso di te.
    Tu mi sorridi e non mi comprendi.
    (Da "Amore" - H. Hesse)
     

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    August 19

    Da domani....

     

    Da domani riprendo, in quest'ultima decade d'agosto, la mia piccola attività lavorativa, che tanto negativamente condiziona il mio stato d'animo, forse perché è così precaria e fatta solo di parole morte in lingue morte. E' come se la tempesta invernale fosse piombata all'improvviso nella calda maturità dell'estate: "My Winter Storm"... Ora le mie giornate al mare diverranno un lontano ricordo. Solo la voce stupenda di Tarja Turunen, con la sua soave melanconia, resta qui a cullare il mio cuore solitario. Che tristezza stanotte...

    I walk alone
    Every step I take
    I walk alone

    My winter storm
    Holding me awake
    It's never gone
    When I walk alone...
      

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    August 02

    La Sirena - Sleeping Sun

    In questi caldi giorni estivi le mie uniche consolazioni sono il mare, con le ineffabili sensazioni che ogni volta mi dona, e le canzoni dei Nightwish. Da questo singolare connubio nascono i miei piccoli racconti. Non so che ne sarà di me e della mia voglia di scrivere quando l'estate svanirà e il mare diverrà per lunghi mesi solo un lontano ricordo. Forse non riuscirò più nemmeno a sentire la musica, ma ora non voglio pensarci, spero solo che il mese di Agosto trascorra lento lento e tranquillo come il mio mare in questo fine settimana.

     

    La Sirena – Sleeping Sun

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    Il re di Se Stesso sta immobile in piedi su un piccolo scoglio, con lo sguardo fisso sul mare al tramonto, appena increspato di onde leggere.
    La regina di Se Stessa sta immobile in piedi nell’acqua bassa che le lambisce a tratti l’orlo dell’abito bianco.
    Ignari l’uno dell’altro, malgrado i pochi metri che li separano, sono consci solo della loro amarezza.
    Lui pensa alle sue poesie, al suo libro intriso di sublime lirismo che non sarà mai pubblicato, perché il mondo non è in grado di comprenderne la profondità. Respinto da tante case editrici, rimarrà lì, sepolto in un cassetto, morirà attraverso gli anni nella polvere, insieme al sogno di gloria che racchiudeva fra le sue pagine. E la gloria, unica luce eterna dell’umana esistenza, resterà solo un vano sogno svanito nel mare al tramonto insieme al sole che se ne va a dormire oltre l’orizzonte. Delusione, rabbia, insensatezza. Venire al mare questo pomeriggio perché? Starsene così, con i vestiti addosso, su uno scoglio, fissando il calar del sole perché? Solo per veder sparire l’ultima speranza nell’oscurità insieme agli ultimi bagliori di luce?
    Aveva sperato di appartenere per sempre alla musa della poesia, di non esserne mai disgiunto…


    Whatever walks in my heart will walk alone
    No love left in me
    No eyes to see the heaven beside me
    My time is yet to come
    So I'll be forever yours…*

    Nulla ha più senso ormai nel suo cuore e se solo adesso un’onda gigantesca giungesse a trascinarlo via… Ma il mare è così calmo…

    Lei pensa al suo uomo perduto, al tradimento scoperto quel giorno, al suo cuore spezzato che mai più troverà pace, perché nessuno al mondo saprà mai consolarlo. Defraudato di ogni sentimento, rimarrà lì, sepolto nel suo petto, morirà attraverso gli anni nella solitudine, insieme al sogno d’amore che racchiudeva fra le sue pieghe. E l’amore, unica luce eterna dell’umana esistenza, resterà solo un vano sogno svanito nel mare al tramonto insieme al sole che se ne va a dormire oltre l’orizzonte. Delusione, rabbia, insensatezza. Venire al mare questo pomeriggio perché? Starsene così, con i vestiti addosso e i piedi scalzi in acqua, fissando il calar del sole perché? Solo per veder sparire l’ultima speranza nell’oscurità insieme agli ultimi bagliori di luce?
    Aveva sperato di appartenere per sempre allo stesso uomo, di non esserne mai disgiunta…


    Whatever walks in my heart will walk alone
    No love left in me
    No eyes to see the heaven beside me
    My time is yet to come
    So I'll be forever yours…*

    Nulla ha più senso nel suo cuore e se solo adesso un’onda gigantesca giungesse a trascinarla via… Ma il mare è così calmo…

    Il re di Se Stesso, la regina di Se Stessa non sanno che i loro pensieri sono quasi identici... Si guardano per un attimo distrattamente.
    “Non è nemmeno bella”, pensa lui. “Che fa lì, in piedi nell’acqua? Aspetta forse come me un’onda che la porti via? Ma non è nemmeno bella…”
    “Non è nemmeno bello”, pensa lei. “Che fa lì, in piedi sullo scoglio? Aspetta forse come me un’onda che lo porti via? Ma non è nemmeno bello...”
    Forse si sono già incontrati, forse si conoscono, ma ora, persi come sono nella loro amarezza senza fine, non se ne ricordano più.
    Da uno scoglio che affiora appena dal mare, una sirena li osserva con curiosità, sente i loro pensieri, mentre suona il suo violino, li trova molto stolti, così presi solo da se stessi, così ignari della Bellezza che sorge dal mare e splende intorno a loro.
    Per puro capriccio, la sirena decide di mostrarsi ai due piccoli umani e, nello stesso istante, come in un sogno, si rivela ai loro sguardi attoniti in un incanto che obnubila ogni loro pensiero, ogni aspro ricordo.
    Ora nelle loro menti c’è solo l’immagine sfolgorante della sirena, la sua melodia suadente, irresistibile, lo stessa che soltanto lo scaltro Ulisse seppe ascoltare senza consegnarsi alla morte…


    A lady with a violin,
    Playing to the seals
    Hearken to the sound of calling
    Who tied my hands to the wheel?
    The Zodiac turns over me!
    Come to me...
    Somewhere there my fate revealed...
    I hear but how will I see?
    I tied myself to the wheel
    The winds talk to my sails, not me
    Come to me... **

    Sorride ironica la sirena, ancora sdegnosamente memore dell’inganno di Ulisse, e decide di portarsi via quei due poveri umani. Se li trascinerà chissà dove, chissà per quanto, fra quali prodigi, fra quali emozioni, improvvisamente uniti dallo stesso destino… ma solo fin quando le piacerà.
    Così scivola via dallo scoglio, scendendo in mare.
    I due umani dai sensi smarriti si gettano simultaneamente in acqua all’inseguimento della sua splendente luminosità, del suo canto invincibile. Nessuno di loro due è un abile nuotatore, eppure ora vanno giù giù, trascinati dalla malia della sirena, giù negli abissi, nei regni più segreti del mare, giù insieme al sole che s’immerge maestoso fra le onde.
    La realtà è svanita nell’acqua salata.
    Lui e lei, vicinissimi nello stesso vortice, infine si riconoscono, perché si conoscono da secoli. Lui scorge nel volto ora bellissimo della donna un volto che conosce e ama da sempre: la sua migliore amica, la sua sposa-sorella; lei scorge nel volto ora bellissimo dell’uomo un volto che conosce e ama da sempre: il suo migliore amico, il suo sposo-fratello.
    Come Iside e Osiride…
    Ma, ora se ne rammentano, non si sono mai sposati.
    “Sposami”, sussurra il re di Se Stesso che ormai non è più re di nulla.
    “Sì”, risponde la regina di Se Stessa che ormai non è più regina di nulla.
    Il mormorio ridente e argentino della sirena: “Vi sposerà il mare, il più sacro dei sacerdoti...”
    Allora il mare compie il suo rito: con una grande onda li avvince dolcemente, li congiunge l’uno all’altra, donando loro una felicità che non sapevano potesse esistere. Ora sì che l’eternità ha un senso…

    So I'll be forever yours…*

    Il mare è in festa per loro: le sirene stanno languidamente adagiate sul fondale o nuotano veloci, agitando le loro scintillanti code di pesce, con le lunghe chiome intrecciate di alghe ondeggianti nell’acqua; si odono cristalline risate confuse con un canto struggente intonato da voci non umane; si intravedono in lontananza dorate luminescenze, un vago apparire di palazzi, torri, mura sommerse e un via vai di berline bianche trainate da cavallucci marini.
    Meraviglie...
    Da un’enorme conchiglia bianca entrano ed escono, ridendo e inseguendosi per gioco, quattro sirene bambine con fili di perle lucenti fra i capelli. Si precipitano festose verso di loro, li avvolgono in una danza vorticosa, scintillante di squame dorate, poi svaniscono in un turbine d’acqua spumeggiante.
    Incanti…
    Ma l’incanto d’una sirena è breve, l’eternità per una sirena è solo un battito di ciglia…
    La creatura del mare, si dimentica presto dei due umani che ha catturato e condotto sin là, non se ne cura più, all’improvviso li abbandona a loro stessi.
    Anche il mare si dimentica dell’unione che ha appena celebrato, il mare è troppo grande per ricordare qualcosa a lungo.
    Trascinati via da ondate diverse, lui e lei si perdono per sempre proprio mentre il sole sprofonda dietro l’orizzonte nel suo sonno tranquillo, inondando gli abissi marini della sua luce corrusca.
    Nel cuore di lui, nel cuore di lei, sposi uniti e poi disgiunti dalla sacralità dei flutti, svanisce ogni sentimento, anche quell’ultimo disperato anelito al durare eterno di quella notte, al riposare dolcemente in fondo al mare con il sole, in un unico sospiro…

    I wish for this night-time to last for a life-time
    The darkness around me - shores of a solar sea
    Oh how I wish to go down with the sun
    Sleeping
    Weeping
    With you. ***

    *     Nightwish - Forever Yours
    **   Nightwish - The Siren
    *** Nightwish - Sleeping Sun

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